Rendimenti BTP netti
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IT0005277444
Sigla
0.9-BTP-01AG22
Ultimo prezzo
102
Rendimento netto
-0,16%
Cedola netta
0,77%
Rendimento totale
-0,3%
Emissione/Scadenza
01/08/2017
01/08/2022
Anni residui
1,85
Cedola lorda
0,9%
Credito d'imposta
0,25%

LEGENDA

ULTIMO PREZZO: valore di mercato attuale del titolo, può essere maggiore o minore del VALORE NOMINALE (100)
RENDIMENTO NETTO: rendimento netto annuo comprendente l'eventuale credito di imposta generato (se il PREZZO di acquisto è maggiore di 100)
CEDOLA NETTA: valore della cedola ANNUALE (al netto delle tasse) calcolata sul valore investito
RENDIMENTO TOTALE: rendimento netto fino alla scadenza comprendente l'eventuale credito di imposta generato (se il PREZZO di acquisto è maggiore di 100)
SCADENZA: data di scadenza del titolo, ovvero quando verrà rimborsato il VALORE NOMINALE (100)
ANNI RESIDUI: tempo mancante alla scadenza del titolo espresso in anni
CEDOLA LORDA: tasso % lordo ANNUO della cedola applicato al VALORE NOMINALE (100)
CREDITO D'IMPOSTA: credito di imposta generato (se il PREZZO di acquisto è maggiore di 100)

LE OBBLIGAZIONI E I BTP

Le obbligazioni sono prestiti di denaro che, in cambio, riconoscono un interesse periodico corrisposto mediante le cedole.
I prestiti obbligazionari dello Stato italiano prendono il nome di Titoli di Stato: i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) sono quelli a scadenza più lunga, da 3 a 50 anni.
Il costo di una obbligazione è rappresentato dal prezzo, espresso in centesimi. All'emissione ed alla scadenza è uguale a 100 (valore nominale), mentre acquistandolo sul mercato può variare molto (da 70 a 160).
Le obbligazioni di Stato sono soggette a tassazione del 12,5%, mentre quelle private del 26%. La ritenuta fiscale è effettuata direttamente al momento del versamento degli interessi periodici.
Alla scadenza il prestito viene rimborsato (il valore del rimborso è sempre 100), mentre gli interessi sono accreditati periodicamente (ogni sei mesi) sul conto corrente.
Ogni Stato emette i propri titoli: lo SPREAD misura la differenza di rendimento tra un BOND di un determinato paese e quelli della Germania (BUND).
Si misura in centesimi di punto, quindi ogni 100 = 1%. In Italia chiamiamo SPREAD il differenziale BTP-BUND.
Per consultare il valore di SPREAD e YIELD dei principali paesi del mondo, visitare www.spreadoggi.it.

Rendimento NETTO e Credito d'imposta

Il rendimento netto di un BTP esprime il guadagno annuo percentuale al netto delle imposte per il possesso di un BTP comprato sul mercato e mantenuto fino alla scadenza.
Per come si effettua il calcolo del rendimento netto fare riferimento al nostro ebook BTP: LA GUIDA COMPLETA.

Il valore nominale di un BTP è sempre 100. Il valore di acquisto sul mercato, invece, è soggetto a variazioni che lo possono portare ad assumere quotazioni sia inferiori (es. 70) che superiori (es. 140). Questo determina una situazione molto diversa alla scadenza del BTP, ovvero quando verrà rimborsato il capitale. Ecco i due casi:
ACQUISTO CON PREZZO INFERIORE A 100 (sotto la pari)
In questo caso si paga di meno al momento dell'acquisto, quindi alla scadenza verrà applicata una tassa del 12,5% sulla differenza (capital gain). Il valore di rimborso netto sarà già decurtato della tassa. Esempio:
acquisto: 80
capital gain: 100-80=20
tasse su capital gain: 20 * 12,5% = 2,5
netto rimborsato: 100 - 2,5 = 97,5
tutto il rendimento è riscosso entro la scadenza, il CREDITO di imposta è zero.
ACQUISTO CON PREZZO SUPERIORE A 100 (sopra la pari)
In questo caso si paga di più al momento dell'acquisto, quindi alla scadenza verrà assegnato un credito di imposta pari al 12,5% sulla differenza (capital gain). Il valore di rimborso netto sarà uguale al valor nominale. Esempio:
acquisto: 120
capital gain: 100-120=-20
credito d'imposta su capital gain: -20 * -12,5% = 2,5
netto rimborsato: 100
il RENDIMENTO ALLA SCADENZA è inferiore al RENDIMENTO NETTO.
Per poter godere del RENDIMENTO NETTO è necessario sostenere entro 5 anni un nuovo guadagno che compensi almeno lo stesso importo di credito d'imposta generato. In caso contrario, il credito sarà perso!

Le Cacs sui BTP

Le CACs sono le “clausole di azione collettiva”, introdotte a partire dal gennaio 2013 in tutta l’Unione Europea su titoli di stato.
Questa modifica rende la disciplina sui bond sovrani più flessibile, per consentire agli stati di ristrutturare i loro debiti in caso di necessità.
Le CAC consentono agli emittenti europei di:
  • ridurre il valore nominale del titolo alla scadenza (“haircut”)
  • prolungare le scadenze dei titoli (“roll-over”)
  • effettuare modifiche al metodo di calcolo di qualsiasi pagamento relativo ai titoli
  • cambiare la valuta di rimborso e cedole dei titoli
  • modificare le condizioni sugli obblighi di pagamento da parte dell’emittente
Sono soggetti alle CACs i titoli di stato emessi con durata superiore ai 12 mesi a partire dall’1 gennaio 2013.
Le clausole potranno essere applicate fino al 45% delle emissioni di un anno e sarà necessario il via libera di una maggioranza qualificata di investitori (minimo del 50% a un massimo del 75%).

Unico caso di ristrutturazione è accaduto finora in Grecia (precedente al 2013, quindi prima dell’introduzione delle Cacs) che ha riguardato titoli di stato per un controvalore nominale di 200 miliardi di euro, decurtandoli del 53,5% e allungandone le scadenze tra gli 11 e i 20 anni.

LE CACS, quindi, NON SONO MAI STATE APPLICATE DA NESSUNO STATO SINORA.

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aggiornato al 25 settembre 17:50
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